Umberto Tirelli

Cultura

Umberto Tirelli

Umberto Tirelli, costumista, nasce a Gualtieri nel 1928. Molto dedito alle varie sfumature del suo mestiere, pratica anche come sarto, designer, storico del costume e collezionista.

Il più vecchio di quattro fratelli, trascorre la giovinezza imbottigliando vino con il padre, con l’iniziale desiderio di diventare insegnante. Nel frequentare la casa del sarto concittadino Luigi Bigi, tuttavia, cambia idea e a sedici anni scopre la sua passione per l'abbigliamento. Nel 1952 Giorgio Sarassi, che con l'aiuto di Bigi aveva fatto fortuna nel commercio di tessuti per l'alta moda, gli trova un lavoro a Milano come ragazzo di consegna e visual designer in un negozio di tessuti. In quel periodo vive risparmiando e arrangiandosi per "sopravvivere perché la paga era minima", come ricorda nell'autobiografia Vestire i sogni.

Nel 1955, incontra Pia Rame e Carlo Mezzadri, titolari della Sartoria d'arte Finzi: costumi per il teatro, che gli offrono la possibilità di cimentarsi in quel settore. Lì conosce Lila De Nobili, che all’epoca stava realizzando i costumi per Maria Callas nella Traviata di Luchino Visconti, regista con cui Tirelli entra in contatto per i film Il Gattopardo e Morte a Venezia, per il quale viene candidato agli Academy Awards. Per il Gattopardo, dall’inizio del 1962, la sartoria viene monopolizzata per sette mesi e duemila costumi.

Trasferitosi a Roma, lavora fino al 1964 nella Safas Sartoria,di alta artigianalità, dove apprende la meticolosità del cucito artigianale, per poi mettersi in proprio una volta imparato il mestiere, dando vita alla Sartoria artigiana Tirelli.

Sviluppa poi la passione per la storia del costume e degli accessori, iniziando a conservare e collezionare abiti di svariate epoche, fino a diventare "un archeologo della moda", come lui stesso si definiva. Tramite le sue "spedizioni archeologiche" - gli acquisti di costumi - arricchisce la propria collezione, utilizzata negli anni per il cinema e per il teatro, per dare maggiore realisticità a figure e movimenti: nove magazzini stipati di quindicimila abiti d’epoca - il museo Tirelli, in una raccolta che traccia la storia di quattro secoli di moda. Le sue cose più importanti hanno arricchito la prima mostra di moda curata da Diana Vreeland al Metropolitan Museum di New York: “Inventive Clothes”, vent’anni di moda dal 1919 al 1939.

Tirelli collabora con grandi costumisti teatrali: Lila De Nobili, Piero Tosi, Pierluigi Pizzi, Luciano Damiani, Danilo Donati, Gabriella Pescucci, Vera Marzot, Gitt Magrini, Ezio Frigerio, Milena Canonero, Marcel Escoffier e Maurizio Monteverde. Ha lavorato oltre che per Visconti, per Giorgio Strehler, Luca Ronconi, Milos Forman, Jean Cocteau, Giacomo Manzu', Mino Maccari, Giorgio De Chirico, Piero Tosi, Danilo Donati, Pier Luigi Pizzi e Gae Aulenti; dando fondamentale contributo alla cultura del costume, filologia della moda, recupero di antiche tecniche, ricerca e ritrovamento di abiti autentici.

Nel 1986 donò 100 abiti autentici e 100 costumi teatrali alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze. Muore a Roma nel 1990, e da allora la sartoria è gestita da Dino Trappetti.

Oggi la sua nativa Gualtieri custodisce presso Palazzo Bentivoglio la Donazione Umberto Tirelli: una collezione di 53 opere d’arte donata dal celebre costumista e dal suo successore Dino.

 

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