Domenico Giunti
Domenico Giunti, architetto, pittore e ingegnere, nasce a Prato nel 1505. Figlio di un bottegaio ceraiuolo di Prato, Giunti inizia la sua carriera nella bottega di Niccolò Soggi, allievo del Perugino. Nel suo primo periodo professionale di apprendistato lavora soprattutto nella provincia di Arezzo, ma a causa di un difficile rapporto con il maestro, nel 1530 lo abbandona e si trasferisce a Roma.
Dedica la parte iniziale della sua carriera alla pittura, poi all'incisione e al copismo, fino a che il soggiorno romano non lo induce a una svolta: Giunti approfondisce gli elementi prospettici, e lì, da don Martino, importante ministro portoghese, è presentato a Ferrante Gonzaga. Da quell’incontro, nasce la sua decisione di occuparsi prevalentemente di architettura civile e militare, curando anche la scenografia di prestigiosi giardini.
Ferrante Gonzaga, allora viceré di Sicilia, richiede l'artista presso la sua corte, divenendone da allora il protettore. Giunti si trasferisce quindi in Sicilia per operare sul territorio palermitano. Nel 1546, Ferrante Gonzaga è nominato governatore di Milano, e porta con sé l'architetto. Lì si occupa del rifacimento di Villa Simonetta e la progettazione della chiesa di Sant'Angelo. Ferrante lo trattiene anche nella Contea di Guastalla, acquistata dalla precedente proprietaria Ludovica Torelli.
A Guastalla, Giunti conduce i lavori di ridisegno urbanistico ed edilizio della città, che avrebbe dovuto assumere una forma stellata, pentagonale. Alla morte di Ferrante, Giunti continua a collaborare con la famiglia Gonzaga, tramite la quale ottiene numerose commissioni, fino al suo decesso.
Giunti muore a Guastalla nel 1560.