Brenno Benatti
Brenno Benatti, nasce a Guastalla nel 1948. La sua dote artistica si rivela già da bambino: a scuola, ricorda, la maestra leggeva ogni giorno un racconto tratto dal libro Cuore, e lui, il giorno seguente, ne consegnava l’illustrazione, sempre inclusiva di un albero centrale attorno al quale si svolgeva la vita. All’epoca disegnava con la matita - ne possedeva sei-, e sognava un astuccio pieno di pastelli colorati. Benatti amava disegnare: in casa dipingeva sui muri con carbone, pezzi di pietra o gesso da muratore. E se non ci arrivava, prendeva la scala e continuava a disegnare.
La svolta arriva quando Brenno ha circa 18 anni: compiuti alcuni lavori agricoli, riesce finalmente a comprarsi i tanto agognati colori e, con tre quadri, partecipa a “Italia Artistica” a Brescia, piazzandosi 5° su 500 concorrenti. I quadri andarono a premio acquisto, e con il ricavato Benatti acquista due cornici: il lavoro può proseguire.
Iniziano così le trasferte a Milano, città che gli lascia tante soddisfazioni. Dopo aver rappresentato l’Italia per cinque anni consecutivi al Museo della Scienza e della Tecnologia, nel 1974 gli è conferito l’Ambrogino d’Argento.
Lavora poi per la Mondadori, vendendo nei giornali litografie delle sue opere firmate manualmente ad una ad una; collabora insieme ad altri pittori all’illustrazione de ”I Vangeli Illustrati dai Naïf”; illustra copertine di dischi per orchestre romagnole; esegue murales; espone in Italia - a Bologna, Bolzano, Roma, Bari, Torino, Venezia, Cagliari, Genova, Latina, Caserta, Napoli, Palermo, Messina, Nuoro - e all'estero - a Parigi, Londra, Cairo, Praga, Bruxelles, Madrid, Grenoble, Marsiglia, New York, Strasburgo, Lusanne, St. Etienne, Lugano, Lione, Zurigo, Malaga, Budapest e Barcellona -.
Nel 1976 a Modena vince il premio “Pico d’oro della Mirandola” e, nel 1978, il “Pennello d’oro”. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini gli conferisce poi la medaglia d’oro: Benatti è l’unico pittore naïf in Italia ad avere avuto tale riconoscimento da un Presidente della Repubblica nel 1985.
Durante le celebrazioni del 72° anniversario della Liberazione, Brenno dona il suo dipinto “All’alba” al Museo Cervi di Gattatico, consegnato dall’ex-sindaco di Guastalla Camilla Verona.
L’arte di Brenno è strettamente legata all’area Padana, sua terra d’ origine: ne racconta i colori, le memorie, i mestieri scomparsi, gli animali, il lavoro dei campi e la pigiatura del vino, il bucato lavato a mano e il pane cotto in casa.
Oggi i quadri di Brenno si trovano in musei, gallerie, collezionisti e privati italiani ed esteri - come opere collocate nei Musei Vaticani o al Castello di San Leo. Ma anche nella sua nativa Bassa Reggiana è possibile ammirare la sua produzione, ad esempio presso il Museo Nazionale delle Arti Naïves “Cesare Zavattini” di Luzzara.